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API native per i tuoi gestionali: come LookAround si integra senza sviluppo custom

14 Aprile 2026 · Lettura 6 minuti

Molte piattaforme di intelligenza documentale si fermano alla chat: carichi un file, fai una domanda, leggi la risposta a schermo. Utile per una persona, inutile per un sistema. Se il tuo gestionale, il tuo ERP o il tuo CRM devono ricevere quel dato in automatico, serve qualcosa in più di un'interfaccia — serve un'API.

Un'area, due modalità d'uso

Ogni Cliente su LookAround ha un'area dedicata (un tenant), isolata dagli altri clienti. Quella stessa area si può usare in due modi, senza differenza di dati o di permessi: una persona può interrogarla in chat, come previsto dal modulo IA Generativa; un sistema esterno può chiamarla via API, ricevendo la stessa risposta in un formato pensato per essere letto da una macchina, non da un occhio umano.

Cosa succede in una chiamata API

Il tuo gestionale invia una richiesta all'endpoint del tuo tenant — una domanda, un pattern salvato, o entrambi — e riceve una risposta strutturata nel formato concordato in fase di attivazione: JSON per la maggior parte delle integrazioni moderne, CSV per import massivi in fogli di calcolo o gestionali più datati, XML dove il tuo ERP lo richiede. Altri formati sono valutabili caso per caso.

Non serve costruire un connettore ad hoc per ogni cliente: l'API è la stessa, cambia solo il tenant a cui ti rivolgi e le regole di autenticazione associate.

Tre casi d'uso concreti

Stessa sicurezza, in più formati

Le chiamate API seguono gli stessi standard di isolamento per tenant e di audit log validi per l'uso in chat: ogni richiesta è tracciata, e nessun tenant può vedere o richiamare i dati di un altro. Per i dettagli su cifratura, conformità e continuità operativa, vedi la pagina Sicurezza.

Vuoi vedere una chiamata API reale sui tuoi dati? Prenota una demo o scopri di più nella pagina API & AI Avanzata.

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